I Beni Comuni

Si definiscono “beni comuni” quei beni che i cittadini e l’Amministrazione, anche attraverso procedure partecipative e deliberative, riconoscono essere funzionali al benessere individuale e collettivo, attivandosi di conseguenza nei loro confronti ai sensi dell’art. 118 ultimo comma della Costituzione, per condividere con l’amministrazione la responsabilità della loro cura o rigenerazione al fine di migliorarne la fruizione collettiva.

Fra i beni comuni materiali, si possono citare aree verdi, spazi pubblici, monumenti.
Per Bagnacavallo, si può portare come esempio il progetto partecipato Lamone Bene Comune, per la tutela e la valorizzazione del fiume Lamone.
I membri del Tavolo di Negoziazione hanno individuato quali beni comuni materiali sui quali lavorare in una logica condivisa spazi come il Parco delle Cappuccine, Piazza Nuova, la chiesa di via Bedeschi, il centro storico di Bagnacavallo.

Sono immateriali, invece, quei beni comuni che pur non potendosi toccare sono altrettanto funzionali al benessere di una collettività.
Per Bagnacavallo, si può portare come esempio la Festa dei Vicini, che punta alla riscoperta dell’importanza dei rapporti di vicinato per la conoscenza reciproca e la condivisione.

I membri del Tavolo di Negoziazione hanno individuato quali beni comuni immateriali sui quali lavorare in una logica condivisa viabilità e sicurezza stradale e l’attenzione all’ambiente.


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